"septicemia memoriei" de Marina Nicolaev
Déjà ils me guettent dans le sommeil
chemins lacustres
la sandale de sable de la mer
bâille de sa semelle humide et me dévore
en grignotant des huîtres bleues
phosphorescentes.
les genoux impatients des papillons
fatigués, transpirant sous le soleil
glissent épuisés
par l'architecture
incertaine de la vague
en se suicidant.
when you do what you do
inside you it’s a who
reaching out black tree branches
thru your lungs and your eyes
in a white sterling darkness
neither dead nor alive
twisting morrow and bone
like a screw
when you do what you do
on her back spreading legs
raping death stilling breath
you become almost true
to the old silent ghost
open wings without feathers
nightingale in a worm
Non mi lasciare tutta sola
persa nel labirinto delle speranze
chiusa dentro in questa gabbia suffocante
che mi brucia lentamente ogni desiderio.
La natura è viva.
Cresce.
Illumina d'intenso
e parla parla sempre
di un vecchio amore inseparabile.
E' da li che inizia la sua musica cristallina
in un ritmo inconfondibile;
col suono del vento
nelle lacrime di pioggia
il cielo scorre nel fiume col nome gridato
dai tristi uccelli,
sulla faccia non cresce più nessun’ombra,
anche se scrivo con la mano destra girando verso il tempo
il cuore batte ancora a sinistra
ieri non sono stata morta
“ti ringrazio”
per cosa?
aspetta, non mi ricordo
non vedo i miei occhi e piango con le ali
le spalle si sono ghiacciate intatte
comunque siamo uccelli diversi
quando andrò via ti lascerò il mio posto
sul tetto
ascolta come dorme la vita
Sotto la neve spunta l'agrifoglio,
spuntano le ali degli angeli bianchi,
spuntano i sorrisi delle guance arrossate;
spuntano i desideri di tutti i bambini.
Sotto la neve tra i rami di ginepro:
l'Immacollata Concezione...
il dono è divino e arriva dal Cielo;
è al di sopra di tutti. E' sincero!
Sotto la neve il gelido inverno
sembra un babbo addormentato,
tra migliaia di stelline bianche
che russa nell'eco del silenzio.
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